venerdì 24 aprile 2020

I CONSIGLI DI JACK LONDON PER GLI SCRITTORI ESORDIENTI

E allora tu, giovane scrittore, hai qualcosa da dire o credi soltanto di avere qualcosa da dire?
Se ce l’hai, nulla potrà impedirti di dirlo.
Se pensi con chiarezza scriverai con chiarezza.
Se i tuoi pensieri sono meritevoli, altrettanto meritevole sarà la tua scrittura.
Ma se il tuo modo di esprimerti è scadente, è perché i tuoi pensieri sono scadenti; se è limitato, è perché tu sei limitato.
Se hai le idee confuse e ingarbugliate, come puoi aspettarti di esprimerle con lucidità?
Se le tue conoscenze sono scarse o poco sistematiche, come possono le tue parole essere chiare e logiche?
E senza il robusto sostegno di una filosofia operativa come puoi fare ordine nel caos?
L’unico modo per conquistarsi questa filosofia è cercarla estraendo dalla conoscenza e dalla cultura del mondo i materiali che vanno a comporla.
Devi toccare con mano il pulsare profondo delle cose e la somma di tutto questo sarà la tua filosofia operativa con la quale, in seguito, misurerai, soppeserai, valuterai e interpreterai il mondo.
Certo, non puoi aspettarti di dominare l’intero scibile umano ma quel po’ che riuscirai a dominare aumenterà l’efficacia della tua scrittura e nella stessa misura conquisterai l’attenzione dei tuoi simili.
Il tempo, quando dici che non ne hai, vuol dire che non lo utilizzi con economia.
Hai mai imparato a leggere davvero?
Leggi il meglio.
Leggi soltanto il meglio.
Ricorda che sei uno scrittore e per prima cosa, per ultima cosa, per sempre.
Il tempo, se non sei capace di trovare il tempo stai sicuro che il mondo non troverà il tempo per ascoltarti.

www.stefanoinnocentini.it

#JACKLONDON #LEGGERE #SCRIVERE

mercoledì 22 aprile 2020

ANCHE TU AMI SCRIVERE?

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Se anche tu ami scrivere non posso che darti il benvenuto (o la benvenuta) in questa che vuole essere una semplice e pacata riflessione.
Non conoscendoti, posso semplicemente partire dalla mia esperienza di scrittura e dalle profonde motivazioni che mi spingono a scrivere praticamente da sempre.
Sin da piccolino, alle scuole elementari, eccellevo nei temi nei quali mi sbizzarrivo a scrivere storie, spesso anche divertenti, al punto che, alla terza elementare (stiamo parlando degli anni ’60), il Maestro (che se non ricordo male si chiamava Dante) parlò molto bene di me al Preside e, dopo l’aver scritto un tema lungo e divertente, volle che lo leggessi a tutta la classe.

Qualcosa di analogo capitò all’esame di maturità dove, in una delle prove scritte (un tema di cultura generale), presi il massimo dei voti e ricevetti i complimenti della commissione ministeriale.

Però c’è da dire che, al di là dello scrivere, la passione principale, la vera base, è sempre stata la lettura.

Faccio fatica a capire come mai in questo periodo fanno la comparsa tanti scrittori (o aspiranti tali) che in vita loro non hanno mai letto un libro o, se ne hanno letto qualcuno, lo hanno fatto svogliatamente e in via del tutto eccezionale.

La lettura rappresenta le fondamenta della scrittura e chiunque ami scrivere deve sempre tenere a mente questo parallelo.

Tornando a me e facendo un salto nel tempo, essendo stato per oltre trent’anni un affermato sindacalista a livello nazionale nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, lo scrivere è divenuto quasi una professione in quanto un sindacalista, se vuole essere un bravo professionista, non può e non deve limitarsi a saper condurre un’assemblea oppure un convegno. Deve anche scrivere, scrivere e ancora scrivere.

Nel mio caso, negli anni ’90, sono stato direttore responsabile del periodico del sindacato autonomo CONFSAL-UNSA Beni Culturali e, in tale veste, sono stato iscritto all’Ordine dei Giornalisti.

Peraltro, sempre in quel periodo, alcuni miei scritti furono pubblicati su Quotidiani nazionali come, ad esempio, Il Sole 24 Ore.

In una fase successiva della mia vita ho poi scritto il mio vero e proprio libro autobiografico (adesso in vendita su Amazon con il titolo “Dentro la tana del lupo”) e inoltre, un libro in memoria di mio zio Erigo Benedetti, deceduto nel corso dell’ultimo scontro armato tra le forze italiane e quelle tedesche a guerra ormai terminata.

Anche questo libro è in vendita su Amazon e si intitola “L’ultima battaglia di un Ardito”.
Fatte queste premesse, torniamo alla domanda principale: anche tu ami scrivere? E per quale motivo?

Lo fai solo per il piacere di poter vedere la tua fatica in una libreria oppure perché hai sentito il bisogno interiore di mettere nero su bianco una storia, delle sensazioni, delle opinioni?
Penso che ciascuno di noi abbia un talento che deve essere coltivato. C’è che ama scrivere, chi ama suonare uno strumento, chi ama dipingere, etc.

Quindi la mia convinzione è che praticamente tutti noi esseri umani abbiamo un talento da coltivare e, se il tuo talento è la scrittura, allora che ben venga e il mio consiglio è di coltivarlo sempre, giorno dopo giorno.

Se però lo fai perché pensi che sia una facile strada per la notorietà o la ricchezza, allora devo darti una brutta notizia: per uno scrittore di fama ce ne sono centinaia (magari anche molto bravi) che però non riescono a decollare e questo per milioni di motivazioni.

La strada della scrittura è una strada meravigliosa e che potrà darti tanto ma, questo è almeno il mio consiglio, se sei all’inizio e non sei un nome conosciuto, non ti aspettare che in poco tempo centinaia di persone leggeranno la tua opera.

Naturalmente te lo auguro ma sappi che la vera fatica non è solo quella di scrivere ma è rappresentata da tutti i passaggi successivi che hanno lo scopo di farti conoscere a un pubblico sempre più vasto come ad esempio presentazioni o partecipazione a concorsi letterari (ve ne sono per varie categorie come ad esempio narrativa e poesia e anche specifici per scrittori esordienti).

Termino con il farti i miei più calorosi auguri per il tuo futuro.
Stefano





IL PUNTO DELLA SITUAZIONE



 Sono passate ormai alcune settimane da quando ho aperto la pagina Facebook denominata “I miei libri” e rintracciabile a questo link:


Ho avuto il piacere di raggiungere migliaia di persone che hanno interagito mettendo un “Mi piace” oppure scrivendo un commento o, in ultimo, condividendo la pagina (cosa che io reputo veramente importante perché è giusto che le informazioni vengano trasmesse da persona a persona).
La mia riflessione odierna, però, non è tanto basata sul successo della pagina (del quale, come detto, vado orgoglioso) ma sull’utilizzo che se ne fa.
Mi spiego meglio: se la pagina si chiama “I miei libri”, vuol dire semplicemente che è una pagina dedicata alla presentazione dei miei libri e, naturalmente, chiunque può scrivere un parere in merito all’argomento in oggetto.
Ma siamo sicuri che sia una buona tattica quella di scrivere un post ad esempio sul libro “Dentro la tana del lupo” senza prima aver letto il libro?
Oppure arrivare ad oltraggiarsi vicendevolmente per dimostrare via internet di essere al corrente della vita e della storia degli Arditi? (Qui naturalmente appena mi sono accorto dei toni eccessivamente alti ho provveduto a cancellare le ingiurie, Non è questa la pagina giusta e se troverò ancora commenti di stampo razziale o ideologico sarò costretto a segnalare il caso alle autorità competenti),
Perché a questo punto, per pochi euro, non acquistare il libro “L’ultima battaglia di un Ardito” (sempre in vendita su Amazon a prezzi veramente abbordabili) per poi scrivere, successivamente (e ribadisco successivamente) una recensione che possa aiutare gli appassionati di lettura a comprare uno dei due libri?
Di norma è proprio così che si fa. Si legge e successivamente si esprime un’opinione magari direttamente su Amazon.,

Un caro saluto e buona lettura.

Stefano

lunedì 20 aprile 2020

FOLLIA E PREDIZIONE DEL FUTURO PARTE SECONDA

Alcuni giorni fa ho voluto fare un accostamento tra una delle manifestazioni del Disturbo Ossessivo Compulsivo #disturboossessivocompulsivo e la realtà attuale che ci vede tutti impegnati in gesti che prima facevamo in modo alquanto superficiale. Mi riferisco al lavaggio frequente e fatto con la massima attenzione, sia con sapone che con prodotti adeguati con base alcolica, delle mani #lavaggioritualedellemani
Una misura importante che, unita al distanziamento sociale e all’utilizzo delle mascherine, potrebbe essere di ausilio nell’evitare il propagarsi del contagio da Covid-19.
Il senso del mio Post era semplicemente quello di riflettere sul fatto che, persone affette dalla coazione di lavaggi frequenti e rituali, hanno di fatto (e loro malgrado) precorso i tempi anticipando di anni quello che ormai per noi tutti è diventata la normalità.
Oggi desidero parlare di un altro disturbo della sfera mentale che, sempre a mio avviso, dimostra come i cosiddetti “pazzi” forse non lo sono mai stati così tanto poiché alcune delle loro paure irrazionali stanno trovando certezze in questa epoca dove la nostra privacy è continuamente a rischio.
Da piccolo, un amico di infanzia di mio padre, un certo Marco, era affetto da una gravissima forma di manie di persecuzione #maniedipersecuzione e, a causa di ciò, entrava ed usciva dai vari istituti psichiatrici (stiamo parlano degli anni ’60).
Questo Marco, persona cortese, gentile e dotato anche di una buona dose di intelligenza, era fermamente convinto di essere spiato da governi, enti, istituzioni (ad esempio dai servizi segreti) che lo controllavano in ogni suo movimento e sapevano alla perfezione ciò che lui avrebbe detto e fatto.
Mi spiego con un banalissimo esempio: un giorno acquistai per gioco un paio di ricetrasmettitori palmari, comunemente conosciuti come Walkie-talkie e, con mia immensa gioia, li mostrai a Marco nella speranza che magari potesse giocarci con me.
L’avessi mai fatto! «Butta subito quelle radioline» mi redarguì pesantemente. «Non sai che “loro” possono ascoltare tutte le nostre conversazioni e approfittare dei nostri segreti?».
La mia risposta fu alquanto semplice in quanto gli feci notare che le radioline in quel momento erano spente ma non ci fu nulla da fare. La #CIA ci faceva credere che le radioline erano spente ma in realtà lo spionaggio era all’opera e ascoltava tutto.
Ebbene, questo è solo uno dei tanti esempi che potrei portare riguardo alle “stranezze” di una persona affetta in modo grave da questa patologia.
Ma qui arriva la mia riflessione: siamo ormai nell’anno 2020 e l’informatica ha fatto passi da gigante. 
Viviamo con i PC praticamente sempre accesi. Con gli Smartphone che portiamo sempre con noi e con App come WhatsApp,  Messenger  o Skype sempre a portata di mano.
I virus informatici sono all’ordine del giorno e malintenzionati da tutto il mondo sono pronti a cogliere delle falle nel nostro sistema operativo per entrare nei meandri del nostro PC e magari bypassare il nostro sistema di password per prosciugare il nostro conto corrente.
Ecco allora il senso di questa riflessione: fino a che punto Marco era un malato? Sicuramente lo era perché la sofferenza era tanta e quando entrava in crisi non c’era verso di stargli vicino e farlo ragionare ma se vivesse in questa nostra era avrebbe forse tutti i torti nel preoccuparsi?
Chissà, forse anche lui aveva previsto in anticipo quello che poi la tecnologia ha costruito nel corso dei decenni.
Stefano

domenica 19 aprile 2020

FOLLIA E PREDIZIONE DEL FUTURO

La malattia mentale, con le sue infinite sfaccettature, ha sempre trasmesso diffidenza e paura. 
L’irrazionale che entra nella nostra quotidianità, sia che ci riguardi direttamente che tramite un nostro amico o parente, ci ha sempre spinto verso il sospetto, il preferire di non avere a che fare con la persona sofferente quasi che si trattasse di una malattia contagiosa.
In realtà, questo periodo contrassegnato dal terrore nei confronti del virus Covid-19 (comunemente detto Coronavirus), sta facendo cambiare quasi tutte le nostre abitudini e le basilari norme sociali e, tra le prime regole adottate, abbiamo il cosiddetto distanziamento sociale (stare ad almeno un metro di distanza dalle altre persone) e lavarsi spessissimo e con la massima attenzione le mani, sia con sapone che con prodotti adeguati con base alcolica (alcuni sottolineano anche l’importanza di farsi più frequentemente la doccia).
Soprattutto il rito del lavaggio delle mani #lavaggioritualedellemani lo dobbiamo effettuare più e più volte al giorno e comunque ogni qualvolta riteniamo di aver toccato qualcosa di sporco e potenzialmente contagioso.
Ecco allora la mia riflessione.
Esiste un disturbo mentale, denominato Disturbo Ossessivo Compulsivo (il cui acronimo è D.O.C.), che è un disturbo che si manifesta in molti modi e che, ad ogni buon conto, descrivo nel dettaglio nel mio libro DENTRO LA TANA DEL LUPO (acquistabile su Amazon sia in formato Kindle che cartaceo). #dentrolatanadellupo 
Ebbene, una delle tantissime manifestazioni (che tra l’altro rende la vita di chi ne è affetto alquanto limitata e penosa), è quella della paura di essere contaminati. Questa paura comporta che chi ne è affetto, passi ore e ore a lavarsi scrupolosamente soprattutto le mani e lo fa a volte anche per un tempo che sembra infinito per poi ricominciare alla prima occasione, magari dopo aver toccato qualche altra cosa da lui ritenuta fonte di sporcizia.
Ricordo che tantissimi anni fa un mio collega di nome Salvatore, aveva proprio questa manifestazione del D.O.C. e passava ore e ore al bagno lavandosi le mani, insaponandole per bene per tantissimi minuti e finendo poi con una passata di spirito per disinfettare tutto.
Aveva le mani ormai del tutto consumate ma era più forte di lui. Non ne poteva fare a meno e alla prima occasione ricominciava daccapo.
Perché sto facendo questa riflessione?
Semplicemente perché persone sofferenti come il mio collega sembra quasi che abbiano precorso i tempi. 
D’altronde non è questo che attualmente le autorità ci chiedono di fare per evitare o limitare il diffondersi del contagio?
Allora mi chiedo: queste povere persone sofferenti sono semplicemente delle persone malate, e quindi da curare oppure, almeno in parte, una sorta di veggenti in grado di capire in anticipo quali sono i pericoli che incombono nelle loro vite?
Mi farà piacere avere delle vostre opinioni in merito, nel pieno rispetto di chi soffre di questi disturbi e con una buona notizia per loro: da questi disturbi finalmente se ne può uscire o, perlomeno, si può convivere senza esserne più schiavi. Naturalmente bisogna trovare un’adeguata cura farmacologica e, spesso, unirla una psicoterapia (normalmente di tipo cognitivo-comportamentale) e il tutto combinato con l’affetto e il calore della famiglia e degli amici.
Per approfondimenti consiglio la lettura di questi due libri:
1. IL RAGAZZO CHE SI LAVAVA IN CONTINUAZIONE E ALTRI DISTURBI OSSESSIVI di Judith L. Rapoport  - Copertina flessibile: 268 pagine - Editore: Bollati Boringhieri (15 aprile 1994) - Collana: Esperienza psicologica - Lingua: Italiano - SBN-10: 8833908364 - ISBN-13: 978-8833908366;
2. DENTRO LA TANA DEL LUPO – di Stefano Innocentini - Su Amazon con copertina flessibile o formato Kindle - Editore: Independently published (7 aprile 2020) - Lingua: Italiano - ISBN-13: 979-8634460161 - ASIN: B086PPJJDJ.
Attendo commenti, riflessioni, recensioni, tutte naturalmente nel pieno rispetto della delicatezza dell’argomento che stiamo trattando.
Un abbraccio a tutti (per ora solo virtuale).


mercoledì 8 aprile 2020

I MIEI LIBRI SU AMAZON

È con immensa soddisfazione che comunico a tutti i visitatori di questo Blog l'avvenuta pubblicazione dei miei due libri, sia in formato Kindle che in formato cartaceo con copertina morbida.
I titoli sono: L'ULTIMA BATTAGLIA DI UN ARDITO e DENTRO LA TANA DEL LUPO.
Consiglio vivamente, anche al fine di un eventuale acquisto, di visitare il mio sito internet www.stefanoinnocentini.it e cliccare sulla voce I miei libri del menu in alto.
Sarò lieto di ricevere vostre recensioni sia su Amazon che su questo Blog.
Un affettuoso saluto a tutti.

Stefano Innocentini

sabato 4 aprile 2020

CONSULENZA A DISTANZA


Il Centro di Consulenza Familiare "Santa Costanza" di Roma, normalmente  aperto dal lunedì al venerdì pomeriggio, dalle ore 15,30 alle 19,30 e il sabato mattina, ha attivato un servizio di consulenza a distanza via Skype, video chiamata WhatsApp o anche telefonica.
Questa opportunità viene offerta in questo periodo di distanziamento sociale dovuto alle restrizioni a causa della pandemia da Covid-19, comunemente chiamato Coronavirus.
Si può fare riferimento alla Dott.ssa Angela Sgambati chiamando il numero 3476132861.


giovedì 2 aprile 2020

FINALMENTE È SU AMAZON

Dopo alcuni giorni di ritardo a causa di problemi tecnici sul sito di Amazon, finalmente è online il mio libro (al momento in formato Kindle) L’ultima battaglia di un Ardito.
Nell’e-book cerco di rispondere ad alcune domande come, ad esempio: Chi erano gli Arditi? In quale contesto storico sono stati creati e quali erano i loro compiti? 
Sono stati così determinanti nel corso delle due guerre mondiali? E ancora, si può morire a soli venticinque anni falciato da una raffica di mitragliatrice a guerra ormai terminata? 
La Battaglia di Monte Casale si sarebbe potuta evitare? E come?
Il libro prende spunto dall’eroico sacrificio di mio zio Erigo Benedetti, un Ardito deceduto in battaglia il pomeriggio del 30 aprile 1945 e decorato con la medaglia d’Argento al Valore Militare alla Memoria. 
Mio zio morì proprio nella battaglia di Monte Casale ed ebbe il tempo, prima di spirare, di lanciare un ultimo forte grido: “Viva l’Italia”.
Per visitare la pagina di Amazon potete cliccare sulla copertina oppure QUI.
Vi auguro buona lettura.
Stefano Innocentini

domenica 15 marzo 2020

AVANTI ITALIA. TUTTI INSIEME CE LA FAREMO!!!


LONTANI MA VICINI


Al fine di poter offrire ascolto, aiuto e sostegno ai singoli, alle coppie e alle famiglie in questo momento di emergenza, che coinvolge tutti noi, il Centro di Consulenza Familiare “Santa Costanza” di Roma, con i suoi Consulenti familiari, psicologi e psicoterapeuti comunica di avere attivato la possibilità di un contatto telefonico o in videochiamata (WhatsApp oppure Skype).
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 19,00 ed è gratuito e aperto a tutti.
Il numero telefonico di riferimento è il seguente: 3476132861.


sabato 25 gennaio 2020

PRIMA GIORNATA FORMATIVA 2020

Questa mattina, sabato 25 gennaio 2020, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, presso la sede del Centro di Consulenza Familiare "Santa Costanza", sito in Via di Santa Costanza n. 7 – Roma (quartiere Trieste), si è tenuta la prima giornata formativa del 2020 dal titolo "Cerchio Familiare".
Ha guidato la giornata formativa il Direttore Responsabile del Centro di Consulenza Familiare "Santa Costanza" Dott.ssa Angela Sgambati, Psicologo clinico e Consulente Familiare.
L’obiettivo della giornata formativa è stato quello di sostenere e aiutare i genitori, con figli adolescenti e non, a costruire una sana relazione in famiglia, giorno dopo giorno.
La Dott.ssa Sgambati è riuscita magistralmente a coinvolgere la numerosa platea degli invitati che, nel corso dell’incontro, sono più volte intervenuti dimostrando un pieno interesse circa gli argomenti trattati.

Inizialmente, ogni partecipante si è presentato e ha descritto quella che a suo giudizio, è una propria qualità caratteriale.
Subito dopo è stato proiettato un cortometraggio molto toccante e significativo sul rapporto tra genitori e figli. Anche in questo caso ha fatto seguito un interessante dibattito.
Infine, sono state visionate alcune slides curate dalla stessa Dott.ssa Sgambati che hanno dato vita all’ultimo momento di scambio di opinioni e sensazioni personali.
Da notare che non si è trattato affatto di un incontro formale e, come spesso accade in questi casi, noioso.
La partecipazione attiva dei presenti ha dimostrato che il coinvolgimento emotivo creatosi ha permesso il trascorrere delle ore della giornata formativa in modo profondo e vario.
Nel corso del 2020 vi saranno altre giornate formative dedicate a diverse tematiche psicologiche o consultoriali.
Chi lo desidera e non lo ha già fatto, può chiedere di essere inserito nella mailing list del Centro di Consulenza Familiare scrivendo a santacostanza@libero.it