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Perché le nuove norme sulla scuola possono rafforzare integrazione, sicurezza e qualità educativa.

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  Negli ultimi giorni il governo ha introdotto nuove norme che riguardano direttamente la vita scolastica. Tra queste vi sono il divieto di partecipare alle attività della scuola con il volto coperto, che riguarda quindi anche indumenti come burqa e niqab, e nuove regole sulla composizione delle classi, con un limite del 30% riferito a determinate categorie di studenti stranieri che hanno necessità di integrazione linguistica. Come era prevedibile, queste decisioni hanno immediatamente acceso il dibattito politico e suscitato opinioni molto diverse. Personalmente ritengo però che valga la pena guardare al problema senza pregiudizi ideologici e chiedersi quale sia l'obiettivo di questi provvedimenti. A mio avviso, le nuove regole possono rappresentare un passo avanti verso una scuola più equilibrata e maggiormente capace di favorire una reale integrazione. Partiamo dal problema del volto coperto. La scuola è prima di tutto un luogo di incontro, nel quale studenti, insegnanti e f...

Padre Amorth contro Affari Tuoi: perché il celebre esorcista criticò il gioco dei pacchi

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Per anni Affari Tuoi è stato uno dei programmi più seguiti della televisione italiana. Un gioco semplice, basato sui pacchi, sulla fortuna e su una buona dose di suspense. Eppure, proprio questo format attirò le critiche di una figura molto nota: Padre Gabriele Amorth, il più famoso esorcista della diocesi di Roma. Ma perché un sacerdote, per di più esperto di demonologia, si interessò a un game show televisivo? La risposta è meno curiosa di quanto sembri: per Amorth, il programma alimentava la superstizione, e questo era sufficiente per considerarlo spiritualmente dannoso. Secondo Padre Amorth, Affari Tuoi non era solo un gioco. Era un contenitore che, ogni sera, portava nelle case degli italiani una serie di comportamenti che lui definiva magici o scaramantici:   -         amuleti e portafortuna   -         rituali propiziatori dei concorrenti   -       ...

CONVEGNO 23 MAGGIO 2026 - ROMA

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Commissione Pari Opportunità - Commissione Politiche Sociali Municipio Roma V

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                  Audizione di Stefano Innocentini 9 aprile 2026 Buongiorno a tutti, innanzitutto ringrazio la Commissione Pari Opportunità e la Commissione Politiche Sociali per questo invito. Un ringraziamento particolare va alla Consigliera Alessandra Di Francia per aver fortemente voluto questa audizione. Tutto è nato quasi per caso, dopo che Alessandra ha letto il mio libro autobiografico “Dentro la Tana del Lupo”, scritto alcuni anni fa ma sempre attuale per i temi che tratta. Naturalmente non starò qui a parlare del libro, non è la sede né questa una presentazione. Parlerò di me, sperando di poter dare al meglio un contributo costruttivo. Sono nato a Roma 67 anni fa da genitori di origini toscane. Vivevamo in un piccolo appartamento in pieno centro storico, per l’esattezza in Via del Colosseo. Non dobbiamo però confondere il centro storico degli anni ’60 con quello attuale, riservato a persone danarose oppure a turisti. Il Rion...

Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)

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🧠 Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC): capire il disturbo, riconoscerlo nella vita quotidiana e parlarne insieme Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è uno di quei compagni di viaggio che nessuno vorrebbe incontrare. Non si presenta con rumore, non bussa alla porta: entra in punta di piedi e, quando te ne accorgi, ha già preso posto nella tua mente. Molte persone lo descrivono come una voce insistente, un pensiero che non vuole spegnersi, un dubbio che torna sempre, anche quando la ragione dice che non ha senso. Il DOC non è una mania, non è un vezzo, non è “essere troppo precisi”. È un disturbo psicologico che può diventare molto pesante da gestire, soprattutto quando non si sa cosa sta succedendo. 🔍 Che cos’è il DOC? Una spiegazione semplice e concreta Il DOC si muove su due binari: ✅ Ossessioni Sono pensieri che arrivano all’improvviso, come lampi in una giornata serena. Non li scegli, non li vuoi, ma si presentano lo stesso. Esempi realistici: La paura che qualcosa di terribi...

Nel bosco di Palmoli: libertà, infanzia e destino

  C’era una volta una famiglia che aveva scelto il silenzio del bosco al posto del frastuono della città. Anglo-australiani di origine, ma radicati tra le colline d’Abruzzo, vivevano senza acqua corrente, senza luce elettrica, senza televisione. Solo il canto degli uccelli, il crepitio del fuoco e le parole di una maestra privata che insegnava ai bambini ciò che la scuola non aveva mai potuto offrire. Per anni la loro vita alternativa è scivolata come un ruscello nascosto, lontano dagli occhi del mondo. Finché un giorno, un pasto di funghi raccolti tra le foglie ha portato i piccoli in ospedale. Lì, la fragile armonia si è incrinata: i medici hanno scoperto la scelta radicale dei genitori, e il tribunale ha aperto le porte della legge.   Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha visto in quella libertà un pericolo:   l’assenza di confronto con altri bambini,   la mancanza di sicurezza della dimora,   il rifiuto dei controlli sanitari. ...

IL POTERE DEL SILENZIO

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Viviamo immersi nel rumore, soprattutto se abitiamo in una città caotica come può essere Roma, Milano oppure Napoli. Ad esso ci siamo quasi assuefatti al punto che solo quando siamo in vacanza, magari in montagna, ci rendiamo conto di quanto prezioso sia il silenzio e quanto ne avremmo bisogno per vivere meglio, a misura d’uomo.     Esiste però un altro tipo di rumore al quale siamo completamente assuefatti e del quale non parliamo mai: il rumore dei nostri molteplici pensieri che vanno e vengono instancabilmente, come una scimmia che salta da un albero all’altro senza soluzione di continuità.     Come placare allora questo andare e venire continuo dei pensieri? Come sedare, almeno per pochi minuti, questa scimmia dispettosa e vivace che abbiamo dentro la nostra testa?    Esistono in realtà molteplici metodi per riuscire in questa impresa. Uno dei tanti viene insegnato nelle scuole del Buddhismo Zen dove, tra le varie attività proposte, c’è la med...