Padre Amorth contro Affari Tuoi: perché il celebre esorcista criticò il gioco dei pacchi
Per anni Affari Tuoi è stato uno dei programmi più seguiti
della televisione italiana. Un gioco semplice, basato sui pacchi, sulla fortuna
e su una buona dose di suspense. Eppure, proprio questo format attirò le
critiche di una figura molto nota: Padre Gabriele Amorth, il più famoso
esorcista della diocesi di Roma.Ma perché un sacerdote, per di più esperto di demonologia,
si interessò a un game show televisivo?
La risposta è meno curiosa di quanto sembri: per Amorth, il
programma alimentava la superstizione, e questo era sufficiente per
considerarlo spiritualmente dannoso.
Secondo Padre Amorth, Affari Tuoi non era solo un gioco. Era
un contenitore che, ogni sera, portava nelle case degli italiani una serie di
comportamenti che lui definiva magici o scaramantici:
-
amuleti e portafortuna
-
rituali propiziatori dei concorrenti
-
numeri “fortunati”
-
gesti scaramantici
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invocazioni alla “dea bendata”
Per Amorth, tutto questo non era innocuo folklore. Era
superstizione, e la superstizione – nella sua visione teologica – è un peccato
contro il primo comandamento, perché sostituisce la fiducia in Dio con la
fiducia in forze esterne, casuali o magiche.
Padre Amorth non criticò mai la Rai, né il meccanismo del
gioco dei pacchi.
Il suo bersaglio era il messaggio culturale che il programma
diffondeva:
-
la fortuna come entità da blandire
-
l’idea che un gesto possa “cambiare il destino”
-
la convinzione che un oggetto possa “portare
bene”
-
la spettacolarizzazione della scaramanzia
In altre parole, Affari Tuoi trasformava la superstizione in
intrattenimento, rendendola socialmente accettabile e perfino simpatica. Per
Amorth, questo era un problema serio: la televisione educa, e ciò che viene
normalizzato in TV tende a radicarsi nella cultura popolare.
Le parole su Affari Tuoi non furono un episodio isolato.
Amorth criticò spesso:
-
astrologia
-
cartomanzia
-
amuleti
-
riti scaramantici
-
pratiche magiche “da spettacolo”
Per lui erano tutte facce della stessa medaglia: la ricerca
di poteri o influenze esterne diverse da Dio.
In questo quadro, Affari Tuoi diventava un esempio perfetto
di come la superstizione potesse essere diffusa in modo leggero, quasi
inconsapevole.
Oggi, in un’epoca di social, influencer e contenuti virali,
la superstizione non è scomparsa: si è trasformata.
Amuleti digitali, rituali “energetici”, numeri angelici,
manifestazioni della fortuna… sono tutti fenomeni che ricordano da vicino ciò
che Amorth denunciava.
La sua critica ad Affari Tuoi può quindi essere letta come un invito a riflettere su un punto più ampio: quanto la cultura contemporanea è ancora permeata da forme di superstizione travestite da intrattenimento?
Padre Amorth non ce l’aveva con la televisione, né con il
gioco dei pacchi.
Ce l’aveva con la superstizione, e con la sua diffusione
attraverso un mezzo potente come la TV.
Per lui, Affari Tuoi era un esempio emblematico di come la
superstizione potesse diventare spettacolo, normalizzarsi e radicarsi nella
mentalità collettiva.
Un giudizio netto, forse discutibile, ma certamente coerente
con la sua visione spirituale e con la missione che ha portato avanti per tutta
la vita.
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